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Gen
30
2009
-

Il tuo ultimo racconto

Dopo un po’ che ti eri fermata mi hai fatto dono dell’ultimo racconto che hai scritto.

 


 

Il Magico Regno di Solarium
 In un regno chiamato Solarium vivono due fate sorelle di nome Blic e Flor. La prima è la fata che accudisce gli animali, mentre la seconda si occupa delle lucciole; proprio per questo viene chiamata “ la fata della luce “. Entrambe hanno un compito importante: vigilare sul buon funzionamento del regno! Infatti, nel magico regno di Solarium è presente un laboratorio segreto dove vengono formulate delle pozioni che trasformano i cattivi in buoni. Oltre al difficile compito di vigilanza sul regno, hanno un obiettivo da raggiungere: liberare la mamma catturata durante una terribile battaglia con le streghe del regno Nero, dove persero il proprio padre. Le sorelle fate devono attraversare due ostacoli difficili per arrivare nel regno Nero: sconfiggere il leone scarlatto dagli artigli blu e l’uccello Saimar dalle ali d’arcobaleno. Sapendo che il leone e l’uccello hanno il compito di sorvegliare la porta del regno, accessibile solo dalle streghe e stregoni, decidono di travestirsi da streghe e di portare da bere e da mangiare, contenenti la pozione magica. Le finte streghe giungono dal leone che, non riconoscendole, affamato mangia la carne offerta e d’incanto si trasforma in un leone buono! A questo punto, il leone accetta di aiutare le fate a sconfiggere il regno del male. Infatti le porta dall’uccello Saimar che, come il leone, non le riconosce ed assetato accetta di bere l’acqua offerta. L’uccello Saimar si trasforma in un uccello buono ed insieme al leone aiutano le fate ad entrare nel regno Nero. Le fate travestite si presentano davanti al capo degli stregoni proponendo un piano per distruggere il regno Solarium. Inoltre convincono il capo a farsi portare dalla loro madre per mettere le manette, in modo tale da evitare la sua fuga. Quando arrivano dalla madre, con immenso stupore, scoprono che il padre è vivo, salvato dalla pozione magica fatta dalla moglie. Le fate liberano i propri genitori e tornano dal capo degli stregoni. Lo stregone, continuando a non riconoscerle, si fida delle fate e decide di brindare alla futura conquista del regno Solarium, ma dentro il calice dello stregone, le fate mettono una pozione magica mortale. Il capo del regno Nero viene quindi sconfitto e le fate tornano nel regno Solarium insieme ai propri genitori, accompagnati dal leone scarlatto e dall’uccello solarium! E vissero felici e contenti!!!
Torino 26 gennaio 2009
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Gen
13
2009
1

FORLI’, BIMBA DI 11 ANNI TRAVOLTA E UCCISA SULLE STRISCE PEDONALI

Forli’, 13 gen. – (Adnkronos) – Una bambina di 11 anni, Alice Valenti, e’ morta stamattina alle 7.15 in via Roma a Forli’, travolta da un’auto che l’ha investita mentre andava a scuola. La piccola era uscita di casa e stava attraversando le strisce pedonali per raggiungere la fermata del tram che stava di fronte, ma nell’attraversamento e’ stata urtata da una Citroen C3 condotta da una 25enne, che si e’ subito fermata. L’impatto ha sbalzato la piccola di 3-4 metri, sulla carreggiata opposta dove il corpicino, ancora in vita, e’ stato travolto da una seconda auto, una Opel tigra gialla, che proveniva sul lato opposto. E’ stato questo secondo investimento ad uccidere la bambina.
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Alice, 11 anni e poi più nulla
 
Alice
Le tue ali bionde
Si sono aperte
Nella mattina
 
Era inverno
Dolce miele
E sei volata via
 
Poco hai chiesto
Molto hai dato
Nella tua mattina
 
I piccoli pugni
Si sono aperti
Sferrando un sorriso
 
Per sempre
Sorriderai
Lassù
 
Lassù
Dove niente
Ci sfiora
 
Lassù
Accanto
A chi non c’è più
 
La strada
Era la tua Gaza
Era la tua meta
 
Ti ho amata
Ti ho rispettata
Ti ho detto
Vola via
 
E tu sei andata
Forte
E sicura
 
Non sapevi
Di dolore
Non sapevi
Di male
Sapevi di buono
Sapevi di pane
Fragrante
D’intelligenza
Di vita.
 
La tua maestra Claudia

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Pochi mesi prima dell’incidente mortale avevi scritto questa bellissima poesia ispirata dalla musica di Beethoven
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Il mio Inno alla Gioia

di Alice Valenti (V° elementare-2007-2008)

 

Una luce di calore,

una scintilla di fuoco,

un cielo pieno di stelle,

la flora e la fauna,

l’amicizia e l’amore,

suoni,

melodie,

sinfonie,

creano sensazioni di gioia,

di allegria,

la forza segue la spinta.

Nella passione non manca la grinta

la felicità e l’affetto non devono scarseggiare,

ma nemmeno la voglia di vivere.

Dovremmo creare un mondo nuovo,

privo di ogni male

di tristezza,

di paura,

ma pieno di pace,

dove con le tue ali della fantasia,

potrai volare,

e la speranza non svanirà.

 
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Gen
13
2009
-

Tu sei speciale

Abbiamo trascorso un buon Natale insieme. Sei stata bene, di buon umore. Fuori era molto freddo, c’era la neve e siamo andati al parco della Colletta, tutto imbiancato, non c’era nessuno. Guardavi gli alberi e i loro rami col loro carico di neve che, col sole, ogni tanto cadeva sulla tua carrozzina rendendoti felice.
Il tuo cane nero di nome Nerino correva impazzito di gioia in mezzo alla neve bianca e tu ti divertivi ad osservare le sue evoluzioni.
Tu osservi sempre, Anna, fissando a lungo il tuo sguardo, e pensi più di quanto i bambini della tua età siano abituati a fare, presi come sono dal loro ipercinetismo che le famiglie di oggi favoriscono per tenerli sempre impegnati a fare qualcosa. Anche tu, forse, se non fossi costretta all’immobilità saresti sempre in movimento, come gli altri.
Eri molto attiva a tre anni, prima dell’incidente, esuberante, intraprendente. Il tuo, però, non era mai un movimento fine e se stesso. Avevi sempre in testa uno scopo, un disegno da realizzare, un fantastico gioco, da te inventato, da attuare. Eri straordinaria come predisponevi la scena, delineavi gli attori, assegnavi i ruoli, decidevi le regole e il cosa fare. Scrivevi il copione nella tua testa, sviluppavi storie da interpretare, simulare nel reale. Spesso nella tua opera di regia facevi vedere ai tuoi compagni di gioco come fare. Il ruolo ti era riconosciuto anche dai bambini più grandi un po’ a corto di fantasia.
Ora hai solo la parola, non puoi più sperimentare da te, e questo, a volte, ti è insopportabile. La tua solarità è messa a dura prova, il tuo cuore si riempie di tristezza; sullo sfondo, a caratteri cubitali, si staglia la più terribile delle domande: perché io no? E nessuno può rispondere a questa domanda. Nessuno, piccola mia.
Forse ti sei posta quella terribile domanda quel giorno in cui alla tua mamma hai chiesto di frequentare bambini come te.
E ci hai fatto morire dentro con quella richiesta, perché sappiamo cosa vuol dire. A volte è più doloroso  in te il sentimento e il peso della tua diversità. Ma tu non sei diversa, sei solo speciale, come tutti i bambini che sono nelle tue condizioni. Lo so, deve essere terribilmente difficile per te giocare con gli altri bambini partendo sempre da uno stato di inferiorità fisica. Ma tu non sei inferiore. Dovrai imparare, e chi ti ama dovrà aiutarti in questo, il gioco più importante di tutti, il gioco della vita. Un gioco in cui ognuno fa ciò che può e sa fare, un gioco di cooperazione in cui ciascuno dà quello che ha, e quello che ognuno ha è considerato una risorsa e una ricchezza per tutti, nessuno escluso.
Tu osservi, pensi, rifletti, immagini. Questo è il tuo tesoro, la tua ricchezza. Questo è ciò che ti rende una bambina speciale.
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Gen
12
2009
-
Gen
12
2009
-

Primi ringraziamenti

Ringrazio di cuore coloro che hanno accolto l’invito e partecipano al Progetto FES Byke per Anna:
1)      Il prof. Francesco De Bartolomeis professore emerito di Pedagogia all’Università di Torino
2)      Francesco Sinibaldi, responsabile editoriale del settore sociale-istruzione della Maggioli editore
3)      Paola, Giorgio Baroni e famiglia
4)      Tina Tampellini, insegnante
5)      Il Dirigente Scolastico prof. Fernando Cocciolo
6)    Fortunato Sion, informatico, e la moglie Mariangela Di Giulio
 
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