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Dic
19
2008
1

Progetto FES Byke per Anna

Anna prova la FES Byke
Anna prova la FES Byke
Cara Anna,
sai quanto siamo impegnati per permetterti un’esistenza dignitosa e, per quanto possibile (non molto in verità), simile a quella dei bambini della tua età. Gli ostacoli che incontri, che noi patiamo insieme a te, nella maggior parte dei casi sono insormontabili. Pertanto, tutte le volte che vediamo uno spiraglio aprirsi per un miglioramento del tuo stato, noi cerchiamo a qualsiasi costo di cogliere quelle occasioni.
Pochi mesi fa ti abbiamo portata a Milano dove hai provato una particolare cyclette dal nome FES Byke, strumento che, grazie ad una elettrostimolazione funzionale, è in grado di far muovere attivamente alcuni  gruppi muscolari fino a riprodurre lo schema motorio della pedalata, appunto.
Hai provato la FES Byke presso il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’istituto neurologico "Besta" di Milano (per verificare la compatibilità elettromagnetica con lo stimolatore diaframmatico che usi per respirare).
Il dott. Caldiroli, primario del suddetto reparto, si è espresso in maniera molto favorevole all’uso di questo strumento (in particolare, in base alla sua esperienza con le lesioni midollari con esito di tetraplegia e insufficienza respiratoria completa, lo ritiene utile per la prevenzione di trombosi venose profonde e, in generale, per i benefici sull’apparato cardio-circircolatorio).
Abbiamo chiesto un parere in merito anche alla Dott.ssa Actis primario della nuova unità spinale bipolare del CTO di Torino, alla Dott.ssa Lodesani fisiatra specializzata in gravi disabilità dell’età evolutiva all’ospedale di Parma Reggio Emilia, e ad Antonio Spagnolin fisioterapista dell’unità spinale di Sondalo.
A seguito delle indicazioni avute in questi mesi dai vari specialisti, ci siamo convinti che la realizzazione di questo progetto sarebbe estremamente importante per te.
Il costo dell’oggetto (prodotto negli Stati Uniti) è meno di 20 mila euro.
Tu hai bisogno di questo apparecchio, ma la sanità pubblica non lo passa, e pertanto hai bisogno di una mano per realizzare questo progetto dal quale trarresti rilevanti benefici, oltre ai pericoli gravi che potresti prevenire.
Spero che per il progetto di acquistarti la FES Bike si possano trovare Enti, associazioni di beneficienza, imprese che possano fare delle donazioni, anche piccole, non importa.
Alcuni amici legati a me da stima, amicizia e affetto, scossi e commossi per la spaventosa tragedia che si è accanita sui miei cari e su te Anna in particolare, che hai ora 7 anni e frequenti la seconda elementare, in passato mi hanno chiesto se potevano rendersi concretamente utili e fare qualcosa per te. Io ho sempre risposto che se in futuro non ce l’avessimo fatta questo qualcosa lo avrei indicato io, anche superando quella riservatezza e orgoglio personale, che, pur stando male, impedisce di chiedere aiuto. Ebbene questa è l’occasione buona per chiedere una mano. Per me stesso non avrei mai avuto il coraggio di farlo, ma per te, piccola Anna, un aiutino lo chiedo.
Chiedo agli amici e alle persone che conosco se possono trovare per te degli sponsor che finanzino anche parte del “Progetto FES Byke per Anna”. Se hanno indicazioni, proposte possono contattarmi
Ovviamente questa mia richiesta di aiuto non vuole essere vincolante per alcuno, in nessun modo. Ci tengo a precisarlo subito, indipendentemente da ciò che potranno fare i miei e i tuoi amici, la stima e l’affetto che nutro verso di loro in nessun caso sarà minimamente intaccata, perché tali sentimenti costituiscono valori assoluti e vanno molto oltre anche le più dolorose vicende della vita.
Se qualche amico sarà interessato a questo progetto potrà lasciare un commento pubblico, oppure mi potrà contattare in privato al mio indirizzo email.
 
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Written by libellulediluce in: Senza categoria | Tag:, ,
Feb
26
2008
-

Anna racconta

LA STREGA CHE DIVENTA UNA FATA
 
Due settimane fa la fata Alina uscì per fare una passeggiata e chi incontro’?
Una strega!
La strega le fece chiamare tutte le sue amiche fate, e poi tutte le fate erano costrette a lavorare per la strega.
Visto che loro lavoravano sempre di più diventarono un po’ cattive pure loro.
Solo una fata che si chiamava Alalta riuscì a non diventare cattiva. Per cercare la Fata Madre di tutte le fate che aveva l’antidoto per farle ritornare fate alalta percorse lunghi giorni e lunghe notti.
Mentre si incamminava verso la Fata Madre, incontrò tanti amici: una farfalla di nome Azzurrina, una sirena di nome Marea, e una fata di nome Stella che la aiutararono a cercarla.
Arrivarono.
La fata madre disse
"Chi sei ?"
"Sono Alalta e sto cercando il tuo aiuto per salvare le mie compagne". "Raccontami, cosa ti è successo ?“
Disse la madre.
"La nostra regina Alina è andata a fare una passeggiata e ha incontrato una strega di nome Malvi e tutte le fate sono costrette a lavorare per lei e mentre loro lavorano lei versa un liquido velenoso, che si chiama "trasformalefateinstreghe" nei loro bicchieri per farle diventare più cattive. E allora sono riuscita a non bere quella roba anche se avevo sete. E allora sto cercando un antidoto per fare ritornare le mie compagne delle fate".
La Fata Madre cercò l’antidoto che si chiamava
"trasformalestregheinfate" e glielo diede.
E lei disse: 
"Grazie, Fata Madre".
"Prego" disse lei, e se ne andò.
Le sue compagne bevvero quella pozione sempre di più, sempre di più, un bicchiere al giorno e diventarono di nuovo delle fate. Poi anche la strega lo bevve sempre di più, pure lei un bicchiere al giorno, e diventò una fata pure lei.
Il giorno dopo arrivarono tutte le altre streghe e dissero:
"Dov’è la nostra compagna ?"
“La vostra compagna è insieme a noi.’’
"Dov’è?" disse una delle streghe.
"Sono qui a fianco a lei" 
E loro risposero:
 "Come mai sei diventata una fata ?“
La fata Alalta rispose :
"Noi le abbiamo fatto bere un cosa che trasforma le streghe in fate".
"Potete andare a dormire adesso" dissero le fate.
Le streghe si accomodarono nelle stanze delle fate poi le fate, mentre loro dormivano, misero dentro il bicchiere, nel quale bevevano dopo avere fatto il riposino, la pozione che avevano dato alla strega Malvi.
Le fate se ne andarono. Poi dopo un po’ le streghe si svegliarono, bevvero l’acqua tanto tanto tanto tanto tanto e a poco a poco anche loro diventarono della fate.
Anche le fate vere si svegliarono, poi una strega disse:
"Grazie ci avete tolto dal male"
E vissero per sempre felici e contenti !
 
Written by libellulediluce in: Senza categoria | Tag:, ,
Feb
22
2008
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Anna Racconta

L’amico di Tino
 
Un elefante di nome Tino viveva nella giungla e passava i pomeriggi a giocare a palla con il suo amico immaginario Miele, perché non aveva altri amici.
 
Gli altri animali del branco lo prendevano in giro perché non era uguale a loro: la sua coda assomigliava a quella di un leone.
 
Un giorno, mentre giocava a palla, incontrò un ippopotamo di nome Ippo e di cognome Ippo, che stava andando a scuola e gli chiese se voleva accompagnarlo. Tino gli rispose: “ Sì, molto volentieri”.
 
Si incamminarono e, arrivati a scuola, si sedettero vicini nello stesso banco.
 
Il maestro fenicottero disse:” Oh abbiamo un nuovo amico” riferendosi a Tino e chiedendogli di alzarsi per presentarsi alla classe. “Io sono Tino Efi, Tino di nome ed Efi di cognome!”
 
Durante l’intervallo, mentre stavano in giardino, Tino tirò fuori il suo amico immaginario e ricominciò a giocare a palla perché non conosceva nessuno.
 
 Il maestro fenicottero si avvicinò a Tino e gli chiese perché giocava da solo, lui rispose che non giocava da solo, ma con Miele.
“Chi è Miele?” Domandò il maestro.
“Miele è un mio amico molto speciale che ogni tanto si rende invisibile.”
 
Il maestro stranito gli chiese di farglielo vedere, Tino allora chiese a Miele di rendersi visibile, si scoprì così che Miele non era un amico immaginario, ma un simpatico camaleonte.
 
(Torino, 28 gennaio 2008)
 
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