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Gen
13
2009
1

FORLI’, BIMBA DI 11 ANNI TRAVOLTA E UCCISA SULLE STRISCE PEDONALI

Forli’, 13 gen. – (Adnkronos) – Una bambina di 11 anni, Alice Valenti, e’ morta stamattina alle 7.15 in via Roma a Forli’, travolta da un’auto che l’ha investita mentre andava a scuola. La piccola era uscita di casa e stava attraversando le strisce pedonali per raggiungere la fermata del tram che stava di fronte, ma nell’attraversamento e’ stata urtata da una Citroen C3 condotta da una 25enne, che si e’ subito fermata. L’impatto ha sbalzato la piccola di 3-4 metri, sulla carreggiata opposta dove il corpicino, ancora in vita, e’ stato travolto da una seconda auto, una Opel tigra gialla, che proveniva sul lato opposto. E’ stato questo secondo investimento ad uccidere la bambina.
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Alice, 11 anni e poi più nulla
 
Alice
Le tue ali bionde
Si sono aperte
Nella mattina
 
Era inverno
Dolce miele
E sei volata via
 
Poco hai chiesto
Molto hai dato
Nella tua mattina
 
I piccoli pugni
Si sono aperti
Sferrando un sorriso
 
Per sempre
Sorriderai
Lassù
 
Lassù
Dove niente
Ci sfiora
 
Lassù
Accanto
A chi non c’è più
 
La strada
Era la tua Gaza
Era la tua meta
 
Ti ho amata
Ti ho rispettata
Ti ho detto
Vola via
 
E tu sei andata
Forte
E sicura
 
Non sapevi
Di dolore
Non sapevi
Di male
Sapevi di buono
Sapevi di pane
Fragrante
D’intelligenza
Di vita.
 
La tua maestra Claudia

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Pochi mesi prima dell’incidente mortale avevi scritto questa bellissima poesia ispirata dalla musica di Beethoven
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Il mio Inno alla Gioia

di Alice Valenti (V° elementare-2007-2008)

 

Una luce di calore,

una scintilla di fuoco,

un cielo pieno di stelle,

la flora e la fauna,

l’amicizia e l’amore,

suoni,

melodie,

sinfonie,

creano sensazioni di gioia,

di allegria,

la forza segue la spinta.

Nella passione non manca la grinta

la felicità e l’affetto non devono scarseggiare,

ma nemmeno la voglia di vivere.

Dovremmo creare un mondo nuovo,

privo di ogni male

di tristezza,

di paura,

ma pieno di pace,

dove con le tue ali della fantasia,

potrai volare,

e la speranza non svanirà.

 
Written by libellulediluce in: Senza categoria | Tag:, ,
Gen
12
2009
-
Mag
22
2008
-

Ciao Anna

Ciao Anna,
da un po’ non ti scrivevo e non è certo perché non sei stata al centro dei miei pensieri. Come sei sempre. E’ un po’ che non ti vedo, ma ti chiamo spesso al cellulare. E tu mi racconti di te, delle tue esperienze a casa, in famiglia, a scuola. E io cerco di capire ascoltando le tue poche parole dette con una certa fatica al telefono. So quanta fatica fisica ti costa parlare quando la tua mente corre veloce e la voce non riesce a tenerle dietro, intrappolata nel meccanismo della respirazione artificiale.
Non stai bene in questi ultimi tempi. Sono poche le parti del tuo corpo su cui hai sensibilità, solo la testa, e tu hai febbre, dolori di testa frequenti, gola dolorante ed arrossata, naso congestionato ed una brutta bolla sul viso la cui origine il tuo medico non sa spiegarsi. Tutte cose che potrebbero considerarsi alquanto banali per gli altri bambini, ma non lo sono per te che non puoi difenderti dal malessere fisico e psicologico. Per fortuna hai degli “angeli” che ti circondano di amore e di cure.
A me ogni tuo dolore provoca forti fitte allo stomaco, ho paura e rabbia che si rinnovano. Paura della tua “precarietà” e debolezza, rabbia per un destino che si accanito su una creaturina in forme e modi che nessuna mente umana, ancorché perversa e maligna, potrebbe mai concepire.
Quante volte, Anna mia, alzo gli occhi velati di pianto al cielo e prego e mi viene di urlare di dolore e di rabbia per l’atroce ingiustizia che è stata perpetrata a tuo danno. Ma a te non servono il mio dolore e la mia rabbia, mi dico. A te serve il mio amore, come quello delle persone che si occupano di te, i tuoi “angeli”custodi.
Sono diversi gli “angeli” intorno a te, ad essi si aggiunge quella che davvero ora credo sia un angelo: la nonna Anna Maria, morta in quel tragico incidente che ti ha resa così.
Pensa, c’è stato un momento in cui tu non respiravi più, mentre lei finiva di respirare. Lei ha finito di respirare per sempre, tu hai ripreso grazie a quel primo “angelo” che per caso trovandosi lì ti ha rianimata. Poi io e te siamo andati nella prima ambulanza, sulla quale prima di arrivare all’ospedale sei andata in arresto respiratorio per altre due volte, mentre io reggevo i medici che ti somministravano medicine e rischiavano di cadere con gli sbalzi dell’ambulanza in corsa. Prima di salire ho fatto in tempo a salutare la nonna Anna Maria agonizzante. L’ho accarezzata e le ho bagnato le labbra ormai cianotiche. L’ho salutata così, dopo 40 anni vissuti insieme. Non sapevo che non l’avrei più rivista, se non nei sogni.
Io sono certo che da lassù anche lei fa la sua parte e veglia su di te. Come quella volta che sei stata sul punto di morire perché ti eri “scannulata” e Manuela ci ha messo un po’ prima di accorgersi, intanto eri andata in desaturazione e avevi perso i sensi (Vedi il post “Hai rischiato di morire”). Scampato il pericolo, erano tutti terrorizzati intorno a te e tu invece eri serena. Quando ti hanno chiesto se avevi avuto paura tu hai risposto: No, perché di fronte a me c’era la nonna Anna Maria che mi ha sorriso e rincuorata, poi quando sono arrivati i medici e riprendevo a stare bene lei se ne è andata, dicendo che non c’era più bisogno di lei. Questo hai detto, e non so dare spiegazioni a tutto ciò. A me hai detto: ho solo chiuso un po’ gli occhi, e poi mi hai raccontato della presenza di nonna Anna Maria.
Pensieri sul presente e ricordi  di un passato che ci ha segnato per sempre si intrecciano.
Poi ti racconterò altre cose che non sai, prima che la mia memoria proceda con la sua opera caritatevole e avvolga il tutto in una nebbia lontana.
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